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Prendete e mangiatene tutti

Prendete e mangiatene tutti

Quaresima 2017

QUARESIMA 2017

Prendete e mangiatene TUTTI!
 
Essere una chiesa missionaria è la sfida che papa Francesco ha proposto alla chiesa all’inizio del suo pontificato con la Evangelii Gaudium (2013) e che il Vescovo Luciano ha voluto riproporre in quest’anno pastorale con la lettera “Il regno di Dio è vicino”. 
Tradurre nella vita di fede delle nostre comunità parrocchiali e delle nostre famiglie questa sfida esige una conversione tutt’altro che facile: dall’essere una chiesa che sostiene e prega per i missionari ad essere una chiesa missionaria. Ancora: dal leggere la missione – in prima battuta - come un impegno per cambiare gli altri e il mondo, ad iniziare a pensare la missione innanzitutto a partire da un rinnovato incontro personale con Gesù: «Invito ogni cristiano, in qualsiasi luogo e situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro personale con Gesù Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta. Non c’è motivo per cui qualcuno possa pensare che questo invito non è per lui, perché «nessuno è escluso dalla gioia portata dal Signore» (EG 3).
Ecco quindi il contesto del percorso quaresimale 2017, che ancora una volta viene proposta alla diocesi di Brescia dall’Ufficio per le Missioni, in collaborazione con l’Ufficio per gli Oratori, i Giovani e le Vocazioni: rinnovare questo incontro con Gesù, convertire noi stessi, prima di voler convertire gli altri, per diventare autentici missionari della gioia.
Lo sfondo che integra questo percorso quaresimale, dal titolo “Prendete e mangiatene tutti!” sarà quello delle fasi della lavorazione del Pane: il richiamo eucaristico è evidente ed il sussidio, pensato per le famiglie ma utilizzabile anche per brevi momenti di preghiera comuni, ci accompagnerà passo passo in un itinerario di riflessione sostenuto da 6 testimonianze di vita missionaria.
Inizieremo scoprendo che il pane nasce da ingredienti che sono frutto della terra (dono gratuito di Dio) e del lavoro dell’uomo (trasformati dall’impegno e dall’intelligenza); che devono essere impastati (cioè mescolati e non lasciati ognuno separato dall’altro); c’è poi il tempo della lievitazione il tempo della pazienza e dell’attesa); prima della cottura (attraverso il fuoco che trasforma e rende). Infine, questo pane deve essere spezzato e distribuito perché possa diventare cibo e nutrimento per molti.
Il sussidio – come di consueto – sarà corredato da un salvadanaio, per il sostegno ai progetti missionari riportati nell’inserto e da una pagina da staccare che mostra l’intero percorso quaresimale e che diventerà una semplice traccia per una verifica quotidiana dell’itinerario, dedicata ai più piccoli.
Questo percorso diventa una buona occasione per prepararci al momento centrale della vita liturgica della chiesa: il triduo pasquale, che non costituisce semplicemente un momento celebrativo ma richiama anche la completezza del nostro cammino di fede personale: usando ancora una volta le parole dei Papa Francesco: “Ci sono cristiani che sembrano avere uno stile di Quaresima senza Pasqua. Però riconosco che la gioia non si vive allo stesso modo in tutte la tappe e circostanze della vita, a volte molto dure. Si adatta e si trasforma, e sempre rimane almeno come uno spiraglio di luce che nasce dalla certezza personale di essere infinitamente amato, al di là di tutto. Capisco le persone che inclinano alla tristezza per le gravi difficoltà che devono patire, però poco alla volta bisogna permettere che la gioia della fede cominci a destarsi, come una segreta ma ferma fiducia, anche in mezzo alle peggiori angustie” (EG 6).
 



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