LA TUNICA E LA T-SHIRT Tessitori di speranza in oratorio e nel mondo

LA TUNICA & LA T-SHIRT è lo slogan dell’Anno Oratoriano 2025-2026 che ci accompagnerà durante i prossimi mesi dedicati, in Diocesi, alla concretizzazione del nuovo cammino di Iniziazione Cristiana “I Passi della fede” e al Convegno Ecclesiale “Siamo la Chiesa del Signore. Vogliamo essere tessitori di Speranza”. Nel 2026 verrà anche celebrato l’800° anniversario della morte di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. 

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LE TAPPE

«Il Signore Dio fece all’uomo e a sua moglie tuniche di pelli e li vestì» (Gen 3, 21)

Da “Evangelii Gaudium”, Papa Francesco (2013)

«La vita si rafforza donandola e s’indebolisce nell’isolamento e nell’agio. Di fatto, coloro che sfruttano di più le possibilità della vita sono quelli che lasciano la riva sicura e si appassionano alla missione di comunicare la vita agli altri». Quando la Chiesa chiama all’impegno evangelizzatore, non fa altro che indicare ai cristiani il vero dinamismo della realizzazione personale: «Qui scopriamo un’altra legge profonda della realtà: la vita cresce e matura nella misura in cui la doniamo per la vita degli altri. La missione, alla fin fine, è questo».

 

All’inizio della Bibbia, subito dopo il peccato, Dio guarda l’uomo e la donna con tenerezza e dona loro una tunica, per coprire le loro nudità: «Il Signore Dio fece all’uomo e a sua moglie tuniche di pelli e li vestì» (Gen 3, 21). Ancora oggi, ogni volta che ci accorgiamo di non corrispondere alla promessa di bene della nostra vita e mettiamo questa distanza nelle mani di Dio, il Signore è pronto a rinnovare la nostra tunica. All’inizio del nuovo anno pastorale guardiamo alle presenze nei nostri oratori e ci accorgiamo che, accanto o sopra alla tunica, si muovono molte T-Shirt colorate. Sono il capo di abbigliamento più comodo ed economico, essenziale ma capace (attraverso i disegni, i colori, le scritte che riportano) di comunicare qualcosa di ciò che vorremmo essere. La T-Shirt e la tunica dicono il nostro desiderio di ricominciare, con entusiasmo e accogliendo la tenerezza della misericordia di Dio, un nuovo anno di impegno per l’educazione dei ragazzi e dei giovani.

 

Gli appuntamenti principali:

  • 8-14-15 settembre – Inizio cammino “Le 10 Parole” (Iseo-Brescia- Salò)
  • 13 settembre – Educatori 3D. Giornata di formazione per Educatori Ado e Preado
  • 26-28 settembre – Giubileo dei catechisti a Roma
  • 24 ottobre – Inizio Venerdì di spiritualità in Seminario
  • 25 ottobre – Formazione per equipe battesimali “Immersi nella grazia”
  • 8-15-22 novembre – Raccolta di San Martino
  • 14-15-16 novembre – Esercizi spirituali dei catechisti (Montecastello)
  • 23 novembre – GMG Diocesana

«E il verbo si fece carne, e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14)

Dalla Catechesi del Santo Padre Leone XIV, 14 giugno 2025

«Cari fratelli e sorelle, anche oggi le idee possono impazzire e le parole possono uccidere. La carne, invece, è ciò di cui tutti siamo fatti; è ciò che ci lega alla terra e alle altre creature. La carne di Gesù va accolta e contemplata in ogni fratello e sorella, in ogni creatura. Ascoltiamo il grido della carne, sentiamoci chiamare per nome dal dolore altrui. Il comandamento che abbiamo ricevuto fin da principio è quello di un amore vicendevole. Esso è scritto nella nostra carne, prima che in qualsiasi legge. Ireneo, maestro di unità, ci insegna a non contrapporre, ma a collegare. C’è intelligenza non dove si separa, ma dove si collega. Distinguere è utile, ma dividere mai. Gesù è la vita eterna in mezzo a noi: lui raduna gli opposti e rende possibile la comunione».

 

Anche Gesù, il Figlio di Dio, quando – nel tempo opportuno – viene inviato dal Padre nel mondo per salvare gli uomini, si spoglia della propria divinità per assumere una veste umana: «E il verbo si fece carne, e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). Nel tempo di avvento, attendendo e contemplando la nascita di Gesù tra gli uomini, vediamo ancora più chiaramente l’amore di Dio per l’uomo, nella dignità del corpo che Dio ci ha donato e con cui ci ha “rivestito”. E Gesù, come ogni bambino, oltre alla “veste” della carne umana, si lascia vestire con abiti d’uomo. Viene avvolto in fasce ed accudito da Maria e Giuseppe. Poi, crescendo, indossa gli abiti dei suoi coetanei, le T-shirt dell’epoca, per giocare con i suoi amici…

 

Gli appuntamenti principali:

  • 30 novembre – Inizio Avvento
  • 8 dicembre – Immacolata Concezione di Maria
  • 8-14 dicembre – Esercizi spirituali per giovani nella vita quotidiana
  • 13 dicembre – Starlight a Pavia
  • 25 dicembre – Natale del Signore

«Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figli e gli aveva fatto una tunica con maniche lunghe» (Gn 37,3)

Da “Semi di Pace e di Speranza”, Messaggio di Papa Leone XIV per la X Giornata Mondiale di Preghiera per la cura del Creato (2025)

«In Cristo siamo semi. Non solo, ma “semi di Pace e di Speranza”. Come dice il profeta Isaia, lo Spirito di Dio è in grado di trasformare il deserto, arido e riarso, in un giardino, luogo di riposo e serenità: «In noi sarà infuso uno spirito dall’alto; allora il deserto diventerà un giardino e il giardino sarà considerato una selva. […] Il mio popolo abiterà in una dimora di pace, in abitazioni tranquille, in luoghi sicuri» (Is 32,15-18). […] Sembra che manchi ancora la consapevolezza che distruggere la natura non colpisce tutti nello stesso modo: calpestare la giustizia e la pace significa colpire maggiormente i più poveri, gli emarginati, gli esclusi!».

 

 

Il dono di una tunica è simbolo dell’amore di un padre per il proprio figlio. Giacobbe ne fa cucire una per il figlio Giuseppe: «Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figli e gli aveva fatto una tunica con maniche lunghe» (Gn 37,3). Quando i fratelli invidiosi proveranno ad uccidere Giuseppe, per dimostrare al padre la sua morte porteranno proprio la tunica: «mandarono al padre la tunica con le maniche lunghe e gliela fecero pervenire con queste parole: “Abbiamo trovato questa; per favore, verifica se è la tunica di tuo figlio o no“» (Gn 37, 32). Ognuno di noi ha ricevuto una tunica. La portiamo da sempre e le maniche lunghe tendono a sporcarsi e prendere il colore del nostro fare nel mondo. A volte la tunica è sgualcita e rovinata, altre volte sembra quella ricevuta fin dal primo giorno. Il tempo dell’educazione e della pace (con la Settimana Educativa) propone ad ognuno di noi la stessa questione che i figli pongono a Giacobbe: verifica se quella che porti è la tua tunica. Il Signore lo sa bene, e tu?

 

Gli appuntamenti principali:

  • 25 gennaio – Celebrazione del Mandato Guide dell’oratorio
  • 24-31 gennaio – Settimana Educativa
  • 2-9-23 febbraio – Catechisti online
  • 8 febbraio –  Start Up in 4 oratori della Diocesi
  • 14 febbraio – Benedizione fidanzati
  • 15 febbraio – Carnevale
  • 15-17 febbraio – Esercizi Spirituali per adolescenti

«Quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo» (Gv 19,23)

Da "Battesimo, dono e opportunità", Vescovo Pierantonio, Lettera Pastorale 2023-24

«La grazia battesimale ci fa simili a Dio e ci fa condividere ciò che è suo. Che cosa è dunque proprio di Dio? Che cosa gli si addice ed è esclusivamente suo? La bontà è propria di Dio e – per così dire – la veste della sua santità».

 

Il dono gratuito da parte di Dio di un vestito per l’uomo, si ripete nella celebrazione del battesimo: la veste bianca è simbolo di una nuova vita, “trasfigurata”, di una vita ad immagine di Dio, di una vita “santa”. Il battesimo è un’immersione nella morte e risurrezione di Gesù. Senza questa immersione, completa e difficile, la tunica potrà essere lavata ma non trasfigurata. La quaresima ci aiuta a porre il nostro sguardo verso la croce dove Gesù lascia, ai soldati che lo avevano crocifisso, le sue vesti e la sua tunica «Quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo» (Gv 19, 23). Si tratta di una tunica indivisibile e totalmente donata. Sulla croce Gesù ci dona il suo corpo.

 

Gli appuntamenti principali:

  • 18 febbraio – Mercoledì delle Ceneri
  • 27-28-1 marzo – Sai Fischiare?
  • 1 marzo – Meeting dei chierichetti
  • 13-14-15 marzo – Esercizi spirituali per giovani
  • 14 marzo – Giornata di formazione per catechisti Passo B
  • 21 marzo – Presentazione Grest
  • 28 marzo – Veglia delle Palme
  • 5 aprile – Pasqua di Risurrezione

 

 

«È il vestito della Pasqua che appartiene a coloro che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell'Agnello» (Ap 7,14)

Da "Il bello del vivere", Vescovo Pierantonio, Lettera Pastorale 2018-19

«Non va forse interpretata così l’aureola che [i santi] portano sul capo? Uomini e donne di luce, trasfigurati in Dio, splendenti della sua grazia e della sua bellezza. Una luce, tuttavia, che non viene da fuori e non è posta da qualcuno sopra la loro testa, ma che proviene dalla loro anima. La luce della santità, per sua natura, si irradia dal di dentro: è la luce del proprio mondo interiore, redento dalla grazia di Dio».

 

Ed ecco, come appare in un’anticipazione della Pasqua, il vestito di Gesù: «Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche» (Mc 9,3). La tunica è così splendente che nessun lavandaio potrebbe renderla più luminosa! È il vestito della Pasqua, quello che appartiene a coloro “che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello”. Espressione potente, per dire che la promessa di Dio non è “a buon mercato”, e chiede di attraversare interamente la Passione, così come ha fatto Gesù. Il nostro impegno, il nostro desiderio di bene, quando passa dalla Pasqua prende forma e colori che non possiamo realizzare con mani d’uomo, ma che i nostri occhi possono almeno parzialmente vedere…

 

Gli appuntamenti principali:

  • 5 aprile – Pasqua di Risurrezione
  • 9-13-16 aprile – Corso Coordinatori Grest
  • 11-12 / 18 -19 aprile – Convegno Ecclesiale Diocesano
  • 24-25-26 aprile – ASSISI con i preadolescenti
  • 26 aprile – Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni
  • 7-14-21 maggio– Corso di Formazione Ministri str. della Comunione Eucaristica
  • 24 maggio – Pentecoste

«Non prendete nulla per il viaggio [...] e non portatevi due tuniche»

Da "Battesimo, dono e opportunità", Vescovo Pierantonio, Lettera Pastorale 2023-24

«Alla libertà di ciascun battezzato è affidato il compito di passare dalla potenzialità alla realtà, facendo del bene, preservando la veste regale e presentandosi così al mondo. È quanto viene espresso simbolicamente nella celebrazione liturgica del Battesimo con la consegna di una veste bianca. È grazia del Battesimo la gioia di desiderare il bene e di riuscire a compierlo. Da qui la felicità per averlo ricevuto».

 

Ognuno ha la sua tunica e indossa le sue T-Shirt. La figura di San Francesco e la sua tunica “francescana”, povera e semplice come il suo modo di seguire Gesù, ci mostrano come la vita dei cristiani tende ad assumere modalità sempre differenti, originali, personalizzate. E quando il Vangelo invita alla gioia dell’annuncio ci ricorda, accanto all’invito all’essenzialità di una vita poco attaccata alle cose e – al contempo – profondamente vicina al progetto di Dio, che la tunica è una e solo di questa abbiamo bisogno: «Li mandò ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi. Disse loro: “Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche» (Lc 9, 2-3). L’estate è il tempo in cui l’originalità della tunica e della T-Shirt possono trovare spazio d’espressione nell’impegno in oratorio (al Grest, nei campi estivi, nel servizio ai momenti di condivisione della comunità).

 

 

Gli appuntamenti principali:

  • 4 giugno – Corpus Domini
  • 6 giugno – Convegno biblico
  • 13 giugno – Ordinazioni Presbiterali
  • 15 giugno – Inizio Grest
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