6 DI PAROLA La tua promessa mi fa vivere

La Parola di Dio è il punto focale al quale il Vescovo Pierantonio ci invita a guardare nei prossimi anni pastorali. L’invito è quello di fare che “il primato della Parola sia vissuto”. Affrontare questa priorità è molto facile in astratto, molto più complesso nella vita concreta delle nostre comunità e dei nostri oratori. Cosa significa? Cosa vuol dire per i bambini, per i ragazzi, per gli adolescenti che ci sono affidati? Cosa “possiamo fare” per vivere davvero questo primato?

Iniziamo con una consapevolezza: Lui, il Signore, che ci ha dato la vita e a cui l’abbiamo affidata, è di Parola. La sua Parola si compie, la misericordia da sempre promessa non viene dimenticata, il suo sguardo e il suo Verbo creatore sono buoni e fedeli. Ecco, iniziamo da qui: Dio mantiene le sue promesse.

Ancora: la Parola di Dio è potente, è “sovrana”, trasforma la realtà. Basta la Sua parola, che non finisce con le scritture, continua e si fa carne e vita ancora oggi attraverso la storia di coloro che credono in Lui.

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E' tempo di ascoltare la Parola, è tempo di ripartire

Gesù incomincia con queste parole il suo ministero pubblico: “Oggi si è compiuta la Scrittura”. “Io sono il verbo di Dio che si è fatto carne”. “La Parola del Padre, che ha creato il mondo, oggi è qui, fra voi”. Ecco il significato dell’inizio che vogliamo dare al nuovo anno: è tempo di ascoltare la Parola, è tempo di ripartire e rimetterci in gioco prendendo sul serio la Parola viva del Vangelo. Il tempo è oggi. Non possiamo rimandare. Il tempo è oggi non perché ci piace o perché lo troviamo talmente brutto da doverlo cambiare, ma perché oggi è il tempo che viviamo e ad esso apparteniamo. Si riparte, dopo un anno e mezzo nel quale abbiamo provato a mettere tutto l’impegno e la fantasia possibili, ma nei quali abbiamo perso alcuni contatti, allentato relazioni, alcune dimensioni di comunità sono andate perdute. Può essere un’occasione, insieme con il rinnovo dei Consigli parrocchiali e di oratorio, per provare a ridare forma alla nostra comunità investendo sulle persone (ministeri ecclesiali e ruoli di servizio), con uno sguardo “vocazionale/personale” soprattutto indirizzato ai più giovani.

 

I punti di attenzione:

  • Avvio delle Agorà giovanili: un luogo per condividere il pensiero sulla pastorale giovanile, per vivere la fraternità a livello zonale;
  • Avvio del percorso di IC: formazione del Gruppo catechisti, definizione di un coordinatore, incontro personale con i genitori dei primi anni, accoglienza di bambini e ragazzi;
  • Rinnovo degli organismi di comunione (CPP, CPAE, Consiglio dell’Oratorio);
  • Una nuova “data” per la GMG diocesana: la festa di Cristo Re.

 

L'Avvento ci porta a meditare e contemplare sul mistero del Verbo della Vita che si fa uomo

Con il Magnificat, Maria loda le meraviglie del Padre di fronte alla cugina Elisabetta: il Signore guarda alla sua Chiesa “ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri”. Dio Padre non dimentica le sue promesse. La sua Parola è Verità e Vita. L’avvento ci porta a meditare e contemplare sul mistero del Verbo della Vita che si fa uomo. Nelle nostre comunità cristiane potremo preparare l’Avvento dando spazio e attenzione all’ascolto, alla lettura e al commento della Parola di Dio. Il mese di dicembre sarà un momento particolare con gli adolescenti per preparare il Natale avvicinandoci alla tappa con un momento penitenziale e cogliendo l’occasione di vivere lo Starlight, quest’anno pensato nella città di Mantova.

 

I punti di attenzione:

  • Primi passi per le Agorà: dopo l’avvio quali percorsi? Proviamo a costruire un momento di pastorale giovanile?
  • Preparazione al Natale per gli adolescenti: Starlight a Mantova, celebrazione penitenziale e
    momenti di spiritualità in Parrocchia o UP.
  • La Parola di Dio: proviamo ad attrezzare un metodo di lettura della Parola di Dio adatto per gli adolescenti o per i preadolescenti.

La nostra lettera siete voi, conosciuta e letta da tutti gli uomini

Quando san Paolo scrive la seconda lettera alla comunità amata di Corinto, si rivolge così ai suoi cristiani: “La nostra lettera siete voi, lettera scritta nei nostri cuori, conosciuta e letta da tutti gli uomini. È noto infatti che voi siete una lettera di Cristo composta da noi, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente, non su tavole di pietra, ma su tavole di cuori umani”. La Parola di Dio parla, racconta, esprime tutta la sua forza nella vita e nella testimonianza di chi crede. Nelle nostre comunità educative scrive ancora lo Spirito di Dio e scrive nei cuori di chi – con passione e intelligenza – guarda al bene dei più piccoli. Il mese di gennaio, tradizionalmente dedicato al tema della Pace e l’ultima settimana del mese, la cosiddetta “Settimana Educativa”, saranno occasione per incontrare e formare le nostre comunità con uno sguardo aggiornato dal punto di vista pedagogico e in una logica di buona testimonianza.

 

I punti di attenzione:

  • Riprendiamo alcuni temi dell’enciclica “Fratelli tutti”, in particolare il terzo capitolo “Pensare e generare un mondo aperto” per il mese della Pace.
  • Temi e occasioni di confronto in vista della Settimana Educativa. La comunità educativa
    dentro le unità pastorali: quali luoghi per riflettere insieme sulla pastorale di preadolescenti e
    adolescenti? Quali per condividere un pensiero educativo nei confronti dei più giovani?
  • Un cammino di approfondimento della Parola di Dio, guidato dal Vescovo Pierantonio, per offrire un metodo condiviso di lettura.
  • La proposta di organizzare a livello zonale o sovrazonale lo Start Up, per vivere momenti di
    Chiesa su misura per preadolescenti.

La sua Parola salva

Gesù, entrato in Cafarnao, trova un centurione che invoca il suo aiuto, perché un suo servo è paralizzato. Gesù si offre di andare a guarirlo ma il centurione risponde con le parole che usiamo anche durante la celebrazione dell’Eucaristia: “Di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito”. L’episodio è molto bello e Gesù, nel compiere quanto invocato dal centurione, commenterà: “in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande!”. Anche noi, invochiamo il Signore Gesù, consapevoli che la sua Parola salva e che la nostra fede è poca cosa. La quaresima, con la connotazione missionaria che assume nella nostra diocesi, nell’anno liturgico “C” ha un carattere tipicamente penitenziale. Sarà l’occasione per offrire, con l’attenzione progressiva alle diverse fasce d’età, occasioni di lettura della Parola e di riconciliazione. Le Agorà potranno sviluppare iniziative di spiritualità ad hoc, sostenute da alcuni momenti già organizzati come “Giovani di Preghiera” e la “Veglia delle Palme”.

 

I punti di attenzione:

  • Valorizzare la connotazione missionaria del tempo di quaresima per bambini e ragazzi.
  • La Parola di Dio come “guida per i tempi forti” esperienza di “Giovani di Preghiera” nelle macrozone e, a livello parrocchiale o di UP, di lectio.
  • Uno sguardo alle qualità e ai “carismi” di adolescenti e giovani: corso per animatori “Sai Fischiare”, attenzione alle figure di coordinamento dei vari ambiti dell’oratorio.

Riconosciamo che molto manca all'effettiva realizzazione del Regno

Nel libro di Giosuè si conclude il racconto della conquista della Terra promessa proprio con le parole
riportate nel titolo: “Non una parola cadde di tutte le promesse che il Signore aveva fatto alla casa d’Israele: tutto si è compiuto.” Situazione storicamente di brevissima durata, tanto che la storia di Israele e la Sacra Scrittura sono ricche di invocazioni e richieste a Dio piuttosto che di racconti che narrino l’effettivo godimento della Terra promessa. Viviamo anche
noi questa ambivalenza. Riconosciamo che nelle nostre vite e nella nostra comunità non manca la presenza del Signore, che ancora è fedele alle sue promesse e, al contempo, riconosciamo che molto manca all’effettiva realizzazione del Regno. Lavoriamo e invochiamo la presenza dello Spirito rinnovatore in questo tempo pasquale, che nelle nostre comunità parrocchiali è normalmente occasione per la progettazione e l’organizzazione dell’attività estiva. Tempo vivace e ricco di incontri e relazioni, facilitati dal dover “fare insieme”. Piuttosto che con il “si è sempre fatto così” varrà la pena progettare
ridicendoci gli obiettivi del nostro agire pastorale nel tempo estivo e rileggendo i bisogni educativi delle nostre famiglie.

 

I punti di attenzione:

  • Preparazione dell’estate: inizio della progettazione, coinvolgimento dell’equipe educativa, corsi per i coordinatori Grest, programmazione.
  • Con i preadolescenti l’esperienza del Pellegrinaggio a Roma.
  • Mese di maggio: coinvolgimento di bambini e famiglie nel mese dedicato a Maria.

La Parola di Dio mostra la sua potenza di trasformazione

La Parola di Dio, che è caduta sulla buona terra del nostro cuore, agisce nel segreto e finalmente mostra la sua Potenza di trasformazione. Ai discepoli di Gesù è chiesto di annunciarla, gridarla senza vergogna perché è parola che salva, che rende il mondo migliore, che profondamente entra nelle relazioni per offrire il suo linguaggio di “amore”. Il tempo estivo – nei nostri oratori e nelle nostre comunità – vive di ritmi molto diversi dal resto dell’anno. Il Grest e i campi estivi sono una grande occasione di servizio dentro la comunità, di sperimentazione delle responsabilità degli adolescenti nei confronti dei più piccoli. Per i giovani è il momento di sperimentare la fraternità e il servizio progettando un momento di pellegrinaggio, un campo servizio oppure appoggiandosi alle proposte dell’Ufficio per le Missioni (progetto “Giovani in Missione”) o a
“Young Caritas”.

 

I punti di attenzione:

  • Inizio del Grest e delle attività estive (campi estivi, follest).
  • Estate tempo per uno sguardo vocazionale: capacità di cogliere doti e passioni di animatori e di educatori giovani per la progettazione pastorale dell’anno 2022-23.
  • Proposte per giovani: pellegrinaggi, missione, campi di servizio.
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